Uncarina grandidieri

Famiglia : Pedaliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Pianta insolita, che può raggiungere i 6 m. Soffre il freddo © Mazza

La Uncarina grandidieri (Baill.) Stapf (1895) è originaria delle foreste aride decidue del Madagascar.

Il nome del genere è il diminutivo di Uncaria, genere con cui vi sono alcune affinità. La specie è dedicata al naturalista ed esploratore francese Alfred Grandidier (1836-1921).

Nomi comuni: farehitra, farehitsy (malgascio); succulent sesame, mouse trap tree (inglese); mausefallen-baum (tedesco).

Arbusto o piccolo albero alto fino a circa 6 m (meno in coltivazione), deciduo, con fusto succulento fino a 30 cm di diametro e caudice sotterraneo; foglie cordato-lobate, tomentose, che odorano di muffa quando stropicciate.

Fiori solitari di 5-7 cm di larghezza di colore giallo brillante con gola porpora scuro.

I frutti sono capsule dotate di spine con barbe uncinate, particolarmente insidiose, che facilitano la dispersione della specie.

Caudiciforme apprezzata dai collezionisti per l’appariscente fioritura di lunga durata e per la relativa facilità di coltivazione.

Preferisce suoli alcalini, drenanti, ed innaffiature regolari durante il periodo vegetativo, da sospendere per tutto il periodo di riposo.

L’esposizione ottimale è il pieno sole o una leggera ombreggiatura.

Anche se durante il periodo di riposo può sopportare qualche breve puntata intorno a 0°C, se totalmente all’asciutto, di norma è bene mantenere una temperatura non inferiore a 14-16°C.

Sinonimi: Harpagophytum dimidiatum - Baill. (1877); Harpago- phytum grandidieri - Baill. (1887).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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