Uvaria grandiflora

Famiglia : Annonaceae

Testo © Pietro Puccio

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I fiori dell’Uvaria grandiflora raggiungono gli 11 cm. Foglie, corteccia e radici sono medicinali © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Cina (Guangdong, Guangxi e Hainan), Filippine, Indonesia, Malaysia, Myanmar, Thailandia e Vietnam, dove cresce nelle foreste aperte fino a circa 1000 m di altitudine.

Il nome del genere è l’aggettivo latino “uvarius, a, um”, da “uva” = uva, quindi simile ad un grappolo d’uva, con riferimento ai frutti di alcune specie del genere; il nome specifico è la combinazione dei termini latini “grandis” = grande e “flos, -oris” = fiore, con ovvio riferimento.

L’ Uvaria grandiflora Roxb. ex Hornem. (1819) è un arbusto sarmentoso sempreverde alto fino a 10 m dai rami giovani ricoperti da un tomento color ruggine. Le foglie, su un picciolo lungo 0,5-1 cm, sono alterne, semplici, intere, obovato-oblunghe con apice appuntito e venature prominenti, di 7-25 cm di lunghezza e 4-10 cm di larghezza, di colore verde intenso, inferiormente pubescenti.

Fiori solitari, raramente 2-3, ermafroditi, dal lato opposto della foglia su un pedicello lungo 0,5-5 cm, di 7-11 cm di diametro, con calice a 3 lobi ovati con apice da ottuso ad acuto, di circa 2 cm di lunghezza e 3 cm di larghezza, di colore verde giallastro, e 6 petali, tre interni obovati-oblunghi e tre esterni ovati, di dimensioni pressoché uguali, circa 4 cm di lunghezza e 3 cm di larghezza, spessi e leggermente villosi, di colore rosso vermiglio tendente col tempo al porpora, giallo crema alla base. Gli stami, numerosi, formano insieme ai pistilli un globo compatto al centro del fiore.

Il frutto è un grappolo di monocarpi, su un pedicello lungo 1,5-3 cm, pressoché cilindrici con apice mucronato, tomentosi, di colore giallo arancio, di 3-7 cm di lunghezza e 1,5-2 cm di diametro, con polpa carnosa contenente 5-20 semi ovoidi appiattiti di colore bruno chiaro. Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per 1-2 giorni, in terriccio organico con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%, mantenuto umido, alla temperatura di 24-26 °C, con tempi di germinazione di 1-2 mesi e prima fioritura quando ha raggiunto un’altezza di circa 1 m, e per talea.

Specie vigorosa dai grandi fiori vistosi, piuttosto rara al di fuori delle aree di origine, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale in pieno sole o parziale ombra. Non è particolarmente esigente riguardo al suolo, purché drenante, e ben radicata può resistere a periodi di siccità; utilizzabile a scopo ornamentale addossata a pareti o appoggiata a robuste ringhiere.

Coltivabile anche in vaso, dove il clima non consente la permanenza all’aperto durante l’intero anno, in ambienti luminosi con temperature non inferiori a 15 °C; le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, diradate in inverno, lasciando parzialmente asciugare il substrato, e le concimazioni, durante il periodo vegetativo, effettuate con prodotti bilanciati con microelementi. I frutti sono eduli, con polpa piuttosto dolciastra non particolarmente apprezzata, e consumati crudi o utilizzati per conserve.

Foglie, corteccia e radici sono variamente utilizzate nella medicina tradizionale per diverse patologie; studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza negli estratti di corteccia di flavonoidi con elevata attività antibatterica e antiossidante.

Sinonimi: Unona grandiflora DC. (1824); Uvaria purpurea Blume (1825); Uvaria platypetala Champ. ex Benth. (1851); Uvaria rhodantha Hance (1851).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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