Vanda aurea

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Epifita con foglie nastriformi, la Vanda aurea è originaria delle isole Molucche e usata spesso nelle ibridazioni. Luminosi fiorellini di 0,8 cm x 1,3 cm di lunghezza © G. Mazza

La specie è originaria delle Isole Molucche (Sula) dove vive nelle foreste a basse altitudini in zone caratterizzate da clima monsonico.

Il nome del genere è quello in sanscrito della Vanda tessellata; il nome specifico è l’aggettivo latino “aureus, a, um” = aureo, d’oro, con riferimento al colore dei fiori.

La Vanda aurea (J.J.Sm.) L.M.Gardiner (2012) è una specie epifita con fusto monopodiale a sezione ovale, largo circa 0,5 cm, racchiuso dalle basi fogliari imbricate. Le foglie sono nastriformi con apice bidentato, alterne, distiche, coriacee, di colore verde soffuso di viola scuro, lunghe 6-15 cm e larghe 0,7-1 cm. Infiorescenze, su un peduncolo lungo 1-1,5 cm, ascellari, erette, portanti numerosi fiori, di 0,8 cm di larghezza e 1,3 cm di lunghezza, con sepali e petali simili di colore giallo, labello trilobato, lungo circa 0,7 cm, con lobi laterali eretti e paralleli, lobo mediano oblungo con apice ottuso e macchia rossa al centro.

Si riproduce per seme, in vitro, e micropropagazione. A livello amatoriale può essere riprodotta tagliando la parte apicale del fusto, provvista di un numero sufficiente di foglie e di radici, e ponendola nel composto mantenuto leggermente umido in ambiente con elevata umidità atmosferica e temperatura, 24-28 °C; la parte restante produrrà un nuovo fusto.

Specie dalla brillante infiorescenza utilizzata frequentemente nelle ibridazioni, richiede elevata luminosità, anche qualche ora di sole diretto al giorno, temperature medio-alte, con valori minimi notturni di 18-20 °C, elevata umidità, 60-80%, ed aria costantemente in movimento. Durante il periodo di crescita le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, leggermente diradate quando in stasi vegetativa per permettere un leggero periodo di riposo. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella consigliata sulla confezione. Può essere montata su tronchi, corteccia, zattera di sughero o coltivata in vaso o, preferibilmente, in canestri con frammenti di corteccia (bark) e di carbone di grossa pezzatura, per permettere alle radici di allungarsi liberamente e asciugarsi velocemente dopo le innaffiature. Trapianti e rinvasi vanno effettuati, quando strettamente necessari, alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Ascocentrum aureum (1917).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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