Vanda coerulea

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Nativa del sud-est asiatico, la Vanda coerulea è un’epifita, con fusti verticali lunghi anche 1 m, che cresce nelle aree monsoniche tra 800 e 1700 m di altitudine © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Arunachal Pradesh, Assam, Bangladesh, Bhutan, Cina (Yunnan), Darjiling, Manipur, Meghalaya, Myanmar, Nagaland, Sikkim e Thailandia settentrionale dove cresce sugli alberi delle foreste aperte o ai margini di corsi d’acqua, tra 800 e 1700 m di altitudine, in aree caratterizzate da clima monsonico.

Il nome del genere è quello in sanscrito della Vanda tessellata ; il nome specifico è l’aggettivo latino “coeruleus, a, aum” = azzurro, turchino, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: blue vanda (inglese); bhatou phul (assamese); da hua wan dai lan (cinese); orchidée violette (francese); orchidea blu (italiano); kwaklei (manipuri); vandaar (sanscrito); orquídea azul (spagnolo); fa mui (thailandese).

La Vanda coerulea Griff. ex Lindl. (1847) è una specie epifita monopodiale con fusto eretto, di 0,8-1,5 cm di diametro e lungo fino ad oltre 1 m nei vecchi esemplari, ricoperto dalle basi fogliari imbricate, da cui si dipartono robuste e carnose radici aeree. Le foglie sono alterne, distiche, nastriformi con sezione a V ed apice irregolarmente bilobato, di 7-24 cm di lunghezza e 1,5-2,6 cm di larghezza, disposte quasi orizzontalmente, di colore verde chiaro, coriacee.

Infiorescenze racemose ascellari, su un peduncolo lungo 15-20 cm, erette o leggermente arcuate, lunghe 20-40 cm, portanti 5-15 fiori di 8-10 cm di diametro con sepali e petali di colore azzurro violetto più o meno intenso, tessellati, e labello di colore blu porpora intenso; fioritura in autunno-inverno di lunga durata, fino a oltre un mese. Sepali e petali unguicolati (con la base lungamente ristretta simile ad uno stelo) con lembo obovato con apice arrotondato e margine lievemente ondulato. Labello trilobato con lobi laterali eretti, lobo mediano oblungo con apice troncato percorso da due-tre creste longitudinali e una sorta di sperone conico con apice ottuso alla base. Sepalo dorsale lungo 3,5-4,5 cm e largo 2-2,5 cm, sepali laterali lunghi 4-5,5 cm e larghi 2,6-3,5 cm, petali lunghi 3,5-5 cm e larghi 2-3 cm, labello lungo 1,5-2,2 cm e largo 0,6-0,8 cm e colonna lunga circa 5 mm e larga 2 mm.

Si riproduce per seme, in vitro, e micropropagazione. A livello amatoriale può riprodursi per divisione del fusto in due porzioni provviste ciascuna di foglie e radici, la parte superiore verrà trattata come pianta adulta, la inferiore produrrà dalle gemme dormienti una o più piante che potranno essere asportate non appena avranno formato un loro apparato radicale.

Una tra le più note e coltivate Vanda per la bellezza dei suoi fiori dall’insolito colore, che ha trasferito in larga parte ai numerosi ibridi, interspecifici e intergenerici, cui ha dato origine, soggetta in passato ad una raccolta indiscriminata, per la continua richiesta dei collezionisti, che l’ha portata quasi all’estinzione in natura. Richiede elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature intermedie con alta escursione termica giornaliera, 6-8 °C, e minime notturne invernali non inferiori a 10 °C, elevata umidità, 80-85%, in estate-autunno, più bassa, 50-60%, in inverno-primavera, e costante ventilazione. Innaffiature frequenti e abbondanti dalla tarda primavera all’autunno, fino a due volte al giorno per le piante a radice nuda in presenza di alte temperature, diradate in inverno per permettere un periodo di riposo fresco e asciutto come in natura, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa a temperatura ambiente. Concimazioni dalla primavera all’autunno ogni due settimane utilizzando un prodotto bilanciato idrosolubile, con microelementi, a metà dose di quella consigliata sulla confezione. Viene solitamente coltivata in vasi forati o in canestri sospesi in modo da permettere alle radici di allungarsi liberamente e asciugarsi velocemente dopo le innaffiature e nebulizzazioni, a radice nuda, più frequentemente, o con un composto che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) e carbone vegetale di media-grossa pezzatura.

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Fiore con particolare del labello e sacche polliniche. Molto coltivata come ornamentale con vari ibridi, mostra anche virtù medicinali © Giuseppe Mazza

I rinvasi vanno effettuati, quando strettamente necessario, alla ripresa vegetativa, cercando di danneggiare il meno possibile le radici che vanno preventivamente bagnate per renderle più flessibili, per le piante a radice nuda basta inserire il canestro in uno più grande.

Il succo estratto dalle foglie è localmente utilizzato nella medicina tradizionale contro diarrea e dissenteria e per applicazioni locali nelle malattie della pelle, mentre quello estratto dai fiori come collirio nel glaucoma e la cataratta. Le infiorescenze di lunga durata della specie, e ancor più dei suoi ibridi, sono utilizzate nelle composizioni floreali.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Vanda coerulea var. rogersii Rolfe (1914); Vanda coerulea f. luwangalba Kishor (2008); Vanda coerulea f. delicata (Rolfe) Christenson (2009); Vanda coerulea f. rogersii (Rolfe) Christenson (2009).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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