Vanda cristata

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Vanda cristata reca piccoli fiori cerosi di 4-5 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina (Tibet e Yunnan), India (Arunachal Pradesh, Assam, Darjiling, Himachal, Jammu-Kashmir, Pradesh, Sikkim, Uttaranchal), Myanmar, Nepal e Vietnam, dove cresce nelle foreste umide tra 700 e 2300 m di altitudine.

Il nome del genere è quello in sanscrito della Vanda tessellata; il nome specifico è l’aggettivo latino “cristatus, a, um” = crestato.

Nomi comuni: cha chun wan dai lan (cinese trascritto).

La Vanda cristata Wall. ex Lindl. (1833) è una specie epifita monopodiale con foglie alterne imbricate alla base, distiche, coriacee, lunghe 8-15 cm e larghe 0,6-1,8 cm, ricurve con apice troncato tridentato.

Produce in primavera-estate all’ascella delle foglie 1-4 infiorescenze erette, lunghe 3-5 cm, portanti 1-3 fiori cerosi, di 4-5 cm di diametro, profumati, con sepali e petali di colore verde giallastro e labello bianco o giallo verdastro con macchie e striature da porpora scuro a rosso bruno, di forma e colore variabile anche sulla stessa pianta, di lunga durata. Sepalo dorsale oblungo di 2-3 cm di lunghezza e 0,5-1 cm di larghezza, sepali laterali lanceolati delle stesse dimensioni, petali oblunghi, falcati, lunghi 2-3 cm e larghi 0,3-0,5 cm, labello carnoso trilobato delle stesse dimensioni dei sepali con lobi laterali eretti triangolari e lobo centrale ovato, leggermente rugoso alla base e con due appendici terminali divaricate e appuntite.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione con entrambe le porzioni provviste di foglie e radici, le piante che si formeranno dalle gemme dormienti della parte inferiore potranno essere asportate non appena avranno formato un loro apparato radicale.

Specie di coltivazione relativamente facile dai fiori molto particolari per la forma del labello, richiede temperature da fresche a intermedie, con minime invernali di 10-12 °C, anche se può sopportare qualche grado in meno per breve periodo, elevata e costante umidità, 60-80%, con una buona circolazione dell’aria, massima luminosità, anche sole diretto in inverno, e leggera ombreggiatura in estate.

Le innaffiature devono essere frequenti ed abbondanti in estate, piuttosto diradate in inverno, utilizzando, anche per le nebulizzazioni, acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, durante il periodo vegetativo, vanno effettuate con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose, di quella consigliata sulla confezione, distribuite e alternate in modo da evitare accumulo di sali alle radici.

Va montata preferibilmente su corteccia, zattera di sughero o di felce arborescente, se è possibile mantenere una elevata umidità atmosferica, altrimenti va coltivata in vasi o canestri con un composto che può essere costituito da frammenti di corteccia di media-grossa pezzatura e carbone con eventuale aggiunta di sfagno per mantenere l’umidità se quella dell’aria è piuttosto bassa. Spostamenti, rinvasi e divisioni vanno effettuati nel momento in cui si formano le nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Vanda striata Rchb.f (1868); Aerides cristata (Wall. ex Lindl.) Wall. ex Hook.f. (1890); Aerides cristatum (Lindl.) Wall. ex Hook. (1890); Luisia striata (Rchb.f.) Kraenzl. (1893); Trudelia cristata (Wall. ex Lindl.) Senghas ex Roeth (2008).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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