Vanda lamellata

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Vanda lamellata è un’epifita del Borneo, Filippine, Taiwan, Isole Marianne ed Isole Ryukyu © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Filippine, Isole Marianne, Isole Ryukyu e Taiwan, dove cresce nelle foreste a basse altitudini preferibilmente lungo le coste ed i corsi d’acqua in zone caratterizzate da clima monsonico.

Il nome del genere è quello in sanscrito della Vanda tessellata ; il nome specifico è l’aggettivo latino “lamellatus, a, um” da “lamella” = piccola lamina, lamella, quindi dotata di lamelle, con riferimento ai due rilievi presenti sul labello.

La Vanda lamellata Lindl. (1838) è una specie epifita monopodiale con corto fusto completamente racchiuso dalle basi fogliari imbricate, robuste radici e numerose foglie nastriformi alterne, distiche, coriacee, ricurve, lunghe 15-30 cm e larghe 1,2-1,8 cm. Infiorescenze ascellari solitamente racemose lunghe 20-30 cm, più o meno erette, portanti numerosi fiori cerosi di 2,5-3,5 cm di diametro, piuttosto variabili per colore e forma, generalmente sono di colore giallo pallido macchiato di bruno rossastro, ad eccezione dei lobi laterali del labello bianchi; i fiori sono di lunga durata, 4-6 settimane, ed emanano un leggero profumo. Sepalo dorsale oblungo di circa 1,8 cm di lunghezza e 0,8 cm di larghezza, sepali laterali falcati, lunghi circa 1,8 cm e larghi 1,2 cm, petali spatolati lunghi 1,8 cm e larghi 0,8 cm, labello trilobato lungo 1,4 cm e largo 0,8 cm, con lobi laterali eretti e lobo mediano oblungo con apice retuso (apice arrotondato con una leggera insenatura) percorso da due rilievi longitudinali, da cui il nome specifico. Si riproduce per seme, in vitro, e micropropagazione.

La Vanda lamellata var. boxallii Rchb.f. (1880) originaria dell’isola di Luzon (Filippine), dedicata al suo scopritore, il raccoglitore di orchidee inglese William Boxall (1844-1910), si differenzia dalla specie per avere foglie più lunghe e più strette, circa 1 cm, fiori leggermente più grandi, fino a circa 5 cm di diametro, con colore di fondo bianco o crema, la metà interna dei sepali laterali di colore marrone e labello con lobo mediano rosa porpora (foto).

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Le infiorescenze, di 20-30 cm, durano 4-6 settimane con fiori di 2,5-3,5 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Questa varietà, per le sue caratteristiche, è più frequentemente coltivata ed utilizzata nelle ibridazioni rispetto alla specie.

Specie e varietà hanno le stesse esigenze di coltivazione, temperature medio-alte con valori minimi in inverno superiori a 14 °C, elevata luminosità, anche con qualche ora di sole diretto, e costante umidità, 60-80%, con aria costantemente in movimento. Durante il periodo di crescita le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, leggermente diradate quando in stasi vegetativa per permettere un leggero periodo di riposo.

Per le innaffiature e nebulizzazioni va utiliz- zata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata.

Le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su tronchi, corteccia, zattera di sughero o coltivata in vaso o, preferibilmente, in canestri sospesi a radice nuda o al più con frammenti di corteccia (bark) e di carbone di grossa pezzatura, per permettere alle radici di allungarsi liberamente e asciugarsi velocemente dopo le innaffiature. Trapianti e rinvasi vanno effettuati, quando strettamente necessari, alla ripresa vegetativa, segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Vanda unicolor Steud. (1841); Vanda cumingii Baxter (1850); Vanda clitellaria Rchb.f. (1872); Vanda vidalii Boxall ex Náves (1880); Vanda nasughuana Parsons (1931); Vanda amiensis Masam. & Segawa (1934); Vanda yamiensis Masam. (1966).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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