Varanus niloticus

Famiglia : Varanidae

 

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Testo © Bryan Waterloo

 

 

Traduzione italiana di Mario Beltramini

 

 

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La sua dieta è molto varia. E’ predato dal coccodrillo, ma ne controlla il numero divorando le uova © Mazza

Classe: Reptilia

Ordine: Squamata

Famiglia: Varanidae

Genere: Varanus

Sotto Genere: Polydaedalus

Specie: Varanus niloticus - Linnaeus, 1766.

Nome comune: Varano del Nilo.

Zoogeografia

Il Varanus niloticus Linnaeus, 1766 si trova in gran parte dell’Africa, con l’eccezione di Algeria, Libia, Marocco, Sahara Occidentale e Tunisia; è assente pure nell’isola di Madagascar.

La sua distribuzione più settentrionale si ritiene sia ad Aswan, in Egitto. Ma si pensa possano anche esservi delle popolazioni più a nord in prossimità del fiume Nilo.

Non lo si trova nelle aree desertiche che si estendono nel Botswana, in Sud Africa e Namibia, mentre in Somalia ed in Kenya non è di casa nelle zone costiere. I varani popolano le zone di transizione vicine a queste aree desertiche.

Le popolazioni che vivono nelle regioni delle foreste pluviali dell’Africa occidentale e centrale condividono il territorio col loro parente più stretto, il Varanus ornatus.

Morfofisiologia

Dimensioni e peso

Per tanti anni si è pensato che il Varanus niloticus fosse la più grande lucertola africana. Ci sono notizie, non confermate, di esemplari lunghi tre metri, ma con certezza, documentazione alla mano, il più grande Varanus niloticus è una femmina colpita ed uccisa vicino a Pretoria, in Sud Africa, nel 1994. Misurava poco meno di 2,4 m, e non ho trovato dati sul suo peso, ma si stimano a 12 e 15 kg.

Il più grande varano africano è invece il Varanus ornatus, che abita nelle foreste piovose dell’Africa centrale ed occidentale. A lungo considerato una sottospecie di Varanus niloticus, ma elevato di recente allo status di specie.

Il più grande Varanus ornatus, di cui si ha traccia documentata, misurava 2,5 m, e il Varanus niloticus è quindi il secondo sauro africano in ordine di grandezza.

I Varanus niloticus adulti arrivano in media a 2 m. Esemplari provenienti da alcune delle zone orientali e meridionali hanno più grandi dimensioni, in particolare quelli dell’Uganda sono i più grandi che io abbia mai visto. Il peso medio oscilla tra i 5 ed i 10 kg, con l’eccezione di un’altra grande femmina trovata in Sud Africa, che misurava 2 m e pesava circa 17,3 kg.

I piccoli di Varanus niloticus variano, misurano alla nascita 15-30 cm e pesano 20-25 g.

Struttura corporea

La lunghezza della coda costituisce circa il 60% della lunghezza totale, e nel Varanus niloticus serve anche a nuotare. Per quasi due terzi, è compressa lateralmente a mo’ di remo, con una pinna dorsale pronunciata. Ed è grazie a questa parte del corpo che in immersione l’animale sembra nuotare quasi senza sforzo.

La base della coda viene usata come riserva di grasso per i mesi in cui il cibo scarseggia, e serve alle femmine ai fini della riproduzione.

I grandi esemplari usano spesso la coda come una frusta, per tener lontani gli intrusi, mentre le capacità prensili, preziose nell’arrampicarsi sugli alberi, sono più utilizzate dai giovani.

E si è scoperto che gli adulti usano la coda anche come scudo, per proteggersi mentre dormono in fondo alla tana.

Il Varanus niloticus è ben fornito di muscolose zampe anteriori, fatte apposta per scavare e arrampicarsi.

In combinazione con quelle posteriori, ugualmente solide, possono percorrere grandi distanze su terreni vari. Oltre che per arrampicarsi e scavare, i Varanus niloticus usano le zampe anteriori per sviscerare prede di grandi dimensioni, quando ad esempio si imbattono in una carogna ancora commestibile.

Il Varanus niloticus è fornito di potenti mandibole e di denti capaci di frantumare le ossa.

La testa è triangolare, e gli esemplari adulti mostrano una muscolatura craniale ben sviluppata. I punti di forza convergono alla base della bocca, le mascelle inferiori e la parte superiore del cranio, che mostra vistose protuberanze sopra alle cavità oculari. Quest’area esercita un’enorme potenza di frantumazione, in grado di spezzare anche prede più corazzate.

I cuccioli nascono con piccoli denti aguzzi idonei ad acchiappare piccole prede che si muovano velocemente, come gli insetti. Nella transizione da neonati ad adulti, i denti di tipo molare cominciano a svilupparsi alla base della mascella. Questi, combinati con l’impressionante potenza di frantumazione, rendono gli adulti capaci di nutrirsi di prede con gusci duri, come i granchi, e di masticare le ossa degli uccelli.

L’acutezza visiva del Varanus niloticus è molto ben sviluppata e paragonabile all’azione di messa a fuoco dei binocoli. Può rivelare al tempo stesso leggeri movimenti di piccole prede in movimento, e un’eventuale minaccia in avvicinamento.

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Varanus niloticus fotografato da una barca lungo le sponde del Nilo a Murchison Falls © Giuseppe Mazza

In immersione, una fine mem- brana protegge i loro occhi a mo’ d’occhiali, e quindi anche sott’ acqua la loro capacità visiva non è in alcun modo compromessa.

Oltre che per la caccia e la difesa, la vista è usata dai questi varani anche per comunicare con lo sguardo (atteggiamenti).

Linguaggio visivo usato principal- mente nella stagione riproduttiva e per le dispute territoriali.

La protezione degli occhi è assicu- rata da palpebre, ben evidenti quando l’animale sta lottando con una preda o sta dormendo.

L’udito è molto modesto.

Il Varanus niloticus è fornito di aperture auricolari su entrambi i lati della testa, piazzate nel punto di connessione del cranio con la colonna dorsale, ma sono entrambe coperte da uno spesso strato di pelle. Si dice che i forti rumori possano suscitare una certa risposta.

Anche il naso è protetto da pieghe di pelle.

L’apparato sensoriale del Varanus niloticus, che include la lingua e l’organo di Jacobson, è invece molto sviluppato. I varani in movimento, fanno uscire e rientrare la lingua in continuazione, per rilevare le particelle presenti nell’aria.

Una volta rientrate in bocca entrambe le punte della lingua passano all’organo di Jacobson, e queste particelle li guidano verso l’obiettivo. La potenza dei due organi combinati è notevole. In un caso una carogna fu rilevata a 11 km di distanza. Questa sorprendente caratteristica funziona anche in immersione, anche le prede nascoste sono individuate facilmente ed estratte dalle tane che credevano sicure.

Durante la stagione della riproduzione, i maschi rintracciano una femmina in ovulazione, fra le altre, a molti chilometri di distanza. E si racconta di giovani varani che individuano, seguendo l’odore dei varani adulti, le aree con alte concentrazioni di prede, i sentieri che portano all’acqua, i percorsi ludici, e le aree dei nidi.

I limiti territoriali, sia dei maschi che delle femmine, sono tracciati con eiezioni e sfregamenti del corpo sugli alberi, il terreno o grandi rocce. Questi indizi vengono facilmente rilevati tramite la lingua e servono ad evitare approcci non richiesti da parte di entrambi i sessi.

Si ritiene che le femmine gravide, alla ricerca di un termitaio per il nido, rintraccino quelli attivi rilevando addirittura con la lingua la temperatura interna. La colorazione dalla lingua varia dal nero bluastro, al porpora scuro e al porpora rossastro.

Le narici del Varanus niloticus sono poste allo stesso livello dell’occhio. Questa posizione permette loro allo stesso tempo il flusso d’aria e la visione durante il nuoto in superficie. In immersione la parete interna delle narici ha un lembo di pelle che permette al varano di otturarle, in modo che l’acqua non entri nei polmoni.

Disegni e colorazione

La vasta area di distribuzione di questo varano risulta in una miriade di colori e disegni che varia da un posto all’altro. Alcuni segni comuni sono comunque presenti indipendentemente dalla località. Tutti i Varanus niloticus hanno una banda pre e post oculare che si estende alla base della testa.

Una serie di strisce si estende su tutta la coda, fino all’estremità. In alcuni punti queste sono solcate da motivi molto evidenti e dettagliati, in altri da motivi più sfumati. L’estremità della coda termina con un colore pieno. Le tinte più comuni sono il giallo e il nero. Una serie di disegni triangolari capovolti corre lungo il profilo della mandibola, dalla punta del muso sino, e persino dentro, la banda oculare.

In zone come l’Africa Occidentale e l’Uganda, questi segni possono avere una tinta ve va dal blu acqua a quasi il blu cielo. Una serie di strisce va dalle spalle alla base della coda. Si tratta in genere di 6 a 9 file, con una colorazione gialla, oro, o bianco pallido.

In alcuni casi, il motivo a strisce può essere interrotto, fino a sembrare macchiettato o sfumato. Ocelli e macchie piene possono essere ben contrastate o deboli secondo la posizione. I colori base dorsali variano dal nero bluastro al verde o bruno oliva. Alcuni adulti hanno un colore quasi sfumato con pochi segni. Individui con motivi scuri vengono usualmente trovati in zone tropicali, motivi leggeri e sabbiosi sono più facili da trovare nelle località più asciutte ed erbose. Gli arti sono di solito coperti con macchie più piccole, ma alcuni possono avere delle strisce, presenti per intero solo nelle zampe anteriori.

I motivi sulla gola variano da una colorazione bianco sporco con piccoli ocelli, al bianco brillante con un motivo reticolato grigio bluastro.

I varani del Nilo presenti in Sud Africa hanno una striscia piena che s’interrompe alla metà circa della gola, di solito di un colore blu scuro su uno sfondo da bianco pallido a giallo pallido. Questo stesso motivo continua sui segni del loro stomaco. Inoltre, alcuni motivi dello stomaco sono segnati di un grigio sfumato su un colore da bianco a giallo pallido.

Da piccolo il Varanus niloticus è ornato con mix brillanti di oro e di nero combinati con vivaci bande di macchie ed ocelli. Con la crescita tutti questi colori sbiadiscono, e quando è un giovane adulto sono a malapena visibili.

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A Murchison Falls superano facilmente i 2 m. In caso di pericolo si buttano in acqua o si rifugiano sugli alberi © Mazza

Regime alimentare

Versatilità è il termine che meglio si addice alla dieta del Varanus niloticus.

La variabilità e flessibilità della dieta, secondo i luoghi in cui vivono, li accompagna per tutta la vita. I tipi di prede sono molto vari, in breve, ogni specie che riescono a sopraffare ed ha le dimensioni giuste per entrare in bocca.

In posti dove sia il Varanus niloticus che il Crocodylus niloticus sono presenti, i varani del Nilo occupano una posizione importante nel controllo della popolazione di questi ultimi nutrendosi delle loro uova e dei cuccioli.

Le razzie nei nidi di coccodrillo coinvolgono in genere più di due varani. In pochi minuti quasi tutte le uova vengono divorate, e il nido è praticamente distrutto.

Le popolazioni che risiedono in zone semi-aride e temperate, si basano molto, per la loro dieta, sulle carogne degli animali che muoiono di stenti. Ma quando il bel tempo e la pioggia ritornano, questa strategia alimentare si riduce, e riprendono la normale attività venatoria. I varani del Nilo che si trovano in aree urbane setacciano i cumuli di spazzatura, alla ricerca di frammenti di carne. Considerati ladri e parassiti, rubano il pesce dai mercati all’aperto e razziano i pollai in cerca di uova e pulcini.

Le specie di cui si nutrono includono insetti, ragni, scorpioni, locuste, scarafaggi, bruchi, anfibi, rettili (serpenti velenosi inclusi), uccelli, piccoli mammiferi, pipistrelli, crostacei, molluschi e le uova sia di rettili che di uccelli. I varani del Nilo possono al limite anche cannibalizzare piccoli individui.

Ecologia-Habitat

I giovani varani del Nilo sono animali riservati che vivono di preferenza sugli alberi, dove sono meno soggetti ai predatori. Gli insetti che trovano fra i rami forniscono loro il nutrimento necessario alla crescita, senza correre troppi rischi, lontani dai predatori che non sanno arrampicare.

Quando cacciano al suolo, si nascondono in acque stagnanti, tra le canne e le piante acquatiche, il fogliame e le alte erbe.

Le minacce in avvicinamento vengono trattate stando immobili, con un rapido tuffo in acque più profonde o un balzo veloce sull’albero più vicino.

Ma in barba a tutti questi sforzi, circa il 90% dei giovani varani vengono predati nei primi mesi di vita. I giovani adulti sopravvissuti sono più attenti all’ambiente e prudenti verso le minacce della vita. Nel frattempo la loro dieta si è ampliata, con prede più grandi, per i nuovi fabbisogni legati alla crescita.

Quando raggiungono il metro di lunghezza, ben pochi carnivori osano disturbarli, e non li guardano più come prede. Da adulti sanno adattarsi e superano anche condizioni difficili.

Si adattano all’invasione umana, ed imparano a sfruttare tutto ciò che questa offre.

Scrutando all’orizzonte, mentre si scaldano al sole, individuano le prede, e le zone che posso offrire un rifugio o dei vantaggi all’interno del loro territorio. Nei mesi caldi, cercano le aree più fresche riducendo al minimo i livelli di attività, mentre quando fa freddo aumentano le ore d’esposizione al sole. Entrambe queste situazioni implicano la scelta di areali ben precisi, selezionati con cura dagli adulti per passare la stagione.

Le zone per dormire ed i rifugi scelti dagli adulti, sono spesso cunicoli scavati dalle prede che hanno mangiato. Anche i tronchi cavi degli alberi possono fornire un riparo.

In molti casi, il rifugio è localizzato su un albero in prossimità di un fiume. I Varani del Nilo spaventati possono infatti saltare in acqua da grandi altezze, per sfuggire a un predatore. Ma anche dormire su un albero ha i suoi pericoli. Non pochi adulti sono infatti morti cadendo nel sonno da grandi altezze, perché avevano perso la presa coi rami.

I varani del Nilo hanno un cuore a quattro camere, e le loro possibilità metaboliche rivaleggiano con quelle di molti mammiferi.

Durante la caccia possono seguire le tracce, scavare, e consumare le prede con una bassa frequenza cardiaca. E in immersione possono ridurla a tal punto da resistere in apnea per 60 minuti.

Durante i periodi di magra, o d’estivazione, riducono al minimo il consumo energetico e sopravvivono con le riserve di grasso immagazzinate nella coda.

I varani del Nilo possono battere facilmente in velocità gli esseri umani. Non si sa esattamente a quanto corrono, ma per brevi tratti siamo nell’ordine di 25-35 km all’ora.

Durante le loro escursioni acquatiche, specialmente mentre nuotano, i varani del Nilo mantengono le zampe aderenti ai fianchi usando principalmente la coda come mezzo di propulsione. E come i coccodrilli possono avanzare a balzi sulla terra ferma, portando avanti contemporaneamente le due zampe, su ciascun lato del corpo.

La durata della vita dei varani del Nilo è stimata intorno ai 15-30 anni, e sono spesso considerati fra i più intelligenti rettili africani.

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Grazie all’organo di Jacobson, la vistosa lingua bifoircuta può localizzare le prede a 11 km di distanza © Mazza

Etologia-Biologia Riproduttiva

Gli organi riproduttivi di entrambi i sessi sono interni, posti sui due lati, alla base della coda, dietro al foro anale.

I maschi sono dotati di due semi-peni e le femmine due semi-clitoridi. E durante l’accoppiamento, entrambi possono alter- narne l’uso cambiano i lati.

Questi organi sono separati dal tratto digestivo, e non hanno quindi contatto con le feci.

I cambiamenti del tempo fungono da catalizzatori nella riproduzione dei varani del Nilo. I monsoni in arrivo e le alte temperature significano infatti nuove vite e prede in abbondanza.

Questi cambiamenti climatici segnalano ad entrambi i sessi che la stagione della riproduzione è giunta.

Gli areali dei due sessi, estendosi per molti chilometri, sovente si sovrap- pongono, ma dato che quelli delle femmine sono più piccoli, queste iniziano ad emettere feromoni per attrarre i maschi maturi nella loro postazione.

Così spesso più maschi convergono sulla stessa femmina, causando una compe- tizione, che si svolge in genere nel suo areale.

Il rituale combattimento è in sostanza una forma di lotta: entrambi i contendenti si girano attorno, finendo in un bipede corpo a corpo, agguantati con le zampe anteriori, mentre si tengono eretti sulle posteriori. L’obiettivo è di sopraffare atterrando e sottomettere.

Il perdente in genere si allontana con un po’ di graffi ed eventuali morsi al piede o alla coda. Il maschio dominante insegue quindi la femmina e da inizio all’accoppiamento.

Avvicinandola, si accosta ad un lato e comincia a grattarle la base della coda con una delle zampe anteriori. Se la femmina tenta di liberarsi, può agguantarla alla base del collo con la bocca. Quando la femmina si sottomette e cede agli strofinamenti del maschio, alza la base della coda permettendo l’accesso, e quindi l’accoppiamento ha inizio. La cosa può durare svariate ore e si svolge durante il corso di una settimana. Concluso l’accoppiamento, entrambi si allontanano, ciascuno per conto proprio.

In molti casi i maschi superano la compagna di 2-4 chili ed anche un metro di lunghezza. Ma i maschi di ugual taglia, o più piccoli, possono venire provati dalle grandi femmine ed a volte cacciati via.

Tutti i varani sono ovipari, e quelli del Nilo utilizzano enormi termitai per deporre le uova. Con le loro potenti zampe anteriori, le femmine scavano nei lati dei nidi attivi, depositano le loro uova e se ne vanno senza fornire alcuna assistenza materna. Ma restano alcuni giorni vicino al nido, presumibilmente per impedire ad altre femmine gravide d’usarlo. Alla fine si allontanano soddisfatte.

Il riparo dentro il termitaio assicura una stanza di protezione sicura contro la maggior parte dei predatori. La grandezza e le temperature interne dei termitai forniscono un posto ideale di incubazione alle uova in via di sviluppo. Le temperature ambientali dell’aria dentro i termitai variano dai 27° ai 31° C, secondo l’incidenza dei raggi solari sul termitaio. Coltivando i loro funghi, le termiti mantengono alti i livelli d’umidità, creando così le condizioni ideali per l’incubazione, che può durare da 6 a 9 mesi.

Quando inizia la schiusa, ci vogliono anche 48 ore perché l’intera covata esca dalle uova. Come facciano i neonati a venir fuori dal termitaio non è noto. Forse la pioggia ammorbidisce le pareti e i piccoli possono scavarsi una uscita. Ma attraversare il solido guscio esterno dei termitai sembra una cosa impossibile per degli esseri così piccoli. E’ probabile che si creino delle vie d’uscita nelle aperture che trovano alla cima del termitaio.

Una deposizione conta in genere 25-60 uova cuoiose, che misurano circa 35 x 60 mm. Ma femmine di buona taglia ne producono anche di più. Questa relazione simbiotica non è ancora ben chiara e sembra favorire di più i varani del Nilo che le termiti. C’è chi parla di una fonte di cibo in più per le termiti, costituito dai fluidi e dai frammenti di uova dopo la schiusa. Entrambi, in ogni caso, favorirebbero la crescita di funghi in un ambiente caldo-umido.

La sopravvivenza della specie

L’ininterrotto successo dei varani del Nilo mostra la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti. Il loro unico problema sembra essere costituito dalla mancanza d’acqua, perché possono sopravvivere alla siccità solo per pochi mesi.

Essendo uno dei più grandi rettili africani, pochi predatori vedono gli adulti come possibili prede. E occupando zone inospitali, per non parlare degli adattamenti alle attività umane, riescono ancora a sopravvivere laddove altre specie animali si estinguerebbero.

Ma l’uomo è anche una grave minaccia per la loro sopravvivenza. Ogni anno centinaia di migliaia pelli di varano del Nilo, si trasformano in cinture, portafogli e stivaletti per l’industria della moda.

La deforestazione è un altro flagello che colpisce tutti gli animali, portandoli all’estinzione ed a scontri con l’uomo. Per fortuna, in molte nazioni, i varani del Nilo sono protetti e possono così condurre in sicurezza le loro incredibili, adattabili e sorprendenti vite.

Referenze :

Faust, Robert. Nile monitors 2001 Barron’s Books

Bennett, Daniel. Monitor lizards 1998 Chimaira

Pianka, Eric & King, Dennis. Varanoid lizards of the world 2004 Indiana press

Studi e ricerche

Marwell Wildlife - Colden Common - Winchester Hampshire SO21 1JH - England (UK)

Giza Zoological Garden - PO Orman - P.O. Box 12612 Giza - Egypt

Kyiv Zoological Park - 32 Peremohy Prospect - Kyiv 03055 - Ukraine

Silesian Zoological Garden - Promenada Gen. Jerzego Ziêtka 7 - 41-501 Chorzow Katowice - Poland

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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