Verschaffeltia splendida

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Una Verschaffeltia splendida adulta emerge dalla foresta carica di frutti © Giuseppe Mazza

La Verschaffeltia splendida H. Wendl. (1865) è endemica dell’arcipelago delle Seychelles (in particolare le isole di Mahè, Praslin e Silhouette), dove cresce prevalentemente nelle foreste umide su pendii rocciosi.

Il genere è dedicato all’orticoltore belga Ambroise Colette Alexandre Verschaffelt (1825-1886); il nome specifico è il termine latino “splendida” = magnifica, splendente.

Chiamata localmente “latanier latte”, è nota nei paesi anglofoni come “Seychelles stilt palm” e “stilt palm”.

Palma a fusto solitario, densamente spinoso, che può raggiungere un’altezza di 20 m con un diametro di 20-30 cm e con numerose robuste radici aeree, che si sviluppano come trampoli alla base; la guaina basale della foglia ed il picciolo sono anch’essi densamente spinosi specie allo stato giovanile.

Le foglie di colore verde brillante, da obovate a oblunghe, bifide, sono lunghe 2 m e larghe circa 1,2 m, con margine dentellato; la lamina, inizialmente intera, tende a dividersi irregolarmente in segmenti più o meno numerosi per azione del vento, perdendo parte del suo fascino.

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Verschaffeltia splendida nel suo ambiente naturale con le caratteristiche radici a piramide © Mazza

L’infiorescenza ramificata, che si sviluppa tra le foglie, è lunga circa 2 m e porta fiori di entrambi i sessi. I frutti sono sferici, 22-25 mm di diametro, di colore verde scuro. I semi germinano in circa due mesi.

Specie estremamente decorativa coltivabile solo nelle zone a clima tropicale umido, in ombra parziale allo stato giovanile, in pieno sole da adulta, in suoli ricchi di humus e mantenuti costantemente umidi ma perfettamente drenanti, non sopportando ristagni idrici.

Va collocata possibilmente in una posizione al riparo dal vento che ne danneggerebbe le grandi foglie decorative.

E’ una delle palme più sensibili alle basse temperature, danneggiandosi già ad alcuni gradi sopra lo zero anche per breve periodo, e si dimostra particolarmente intollerante all’aria secca.

I fusti sono stati utilizzati in passato dalle popolazioni locali nella costruzione delle abitazioni, il che ha comportato una drastica diminuzione degli esemplari presenti in natura, ora confinati nelle zone più impervie e poco accessibili.

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Nelle piante giovani la lamina fogliare è intera ma si divide poi irregolarmente in segmenti più o meno numerosi per azione del vento © Giuseppe Mazza

Sinonimi: Regelia magnifica H.Wendl. (1865); Regelia majestica auct. (1865); Stevensonia viridifolia Duncan (1870); Regelia princeps Balf.f. (1877).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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