Verticordia grandis

Famiglia : Myrtaceae

Testo © Pietro Puccio

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Con i suoi sepali sfrangiati, la Verticordia grandis ricorda le piume di un uccello © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Australia occidentale (Western Australia), dove vive su suoli preva- lentemente sabbiosi in zone caratterizzate da vegetazione sclerofilla e da un clima di tipo mediterraneo, con inverni umidi e miti ed estati calde e secche; frequenti gli incendi che contribuiscono a rinnovare la vegetazione.

Il nome generico latino “verticordia” = che volge i cuori, era uno degli epiteti di Venere; il nome specifico è il termine latino “grandis” = grande, con riferimento alla dimensione dei fiori.

Nomi comuni: scarlet featherflower (inglese).

La Verticordia grandis J.Drumm. (1853) è un cespuglio legnoso sempreverde alto 0,5-3 m, generalmente poco ramificato, con rami di colore rosso nella parte più giovane, foglie opposte sessili con la base che avvolge parzialmente il fusto, tondeggianti, di circa 1,5 cm di diametro, di colore grigio verde, aromatiche per la presenza di glandole oleifere.

Fiori ermafroditi ascellari concentrati nella parte terminale dei rami, di 2-2,5 cm di diametro, con i sepali, di circa 1 cm di lunghezza, frangiati, di colore rosso scarlatto vivo, e cinque petali dello stesso colore, lunghi 1-1,5 cm, parzialmente uniti alla base a formare una sorta di tubo; dal centro si protende il lungo stilo rosso.

Il frutto è una capsula indeiscente (che non si apre a maturità) contenente un solo seme.

Si riproduce per seme, che germina in tempi lunghi, anche oltre un anno, e piuttosto difficilmente per talea legnosa; l’innesto su altre Myrtaceae, come il Camelaucium uncinatum, per una maggiore adattabilità a tipi diversi di suolo, ha già dato esiti positivi. Per far fronte alla crescente richiesta, si ricorre sempre più alla micropropagazione di piante geneticamente modificate, più resistenti alle malattie e alle condizioni di coltivazione.

Questa specie è considerata la più ornamentale del genere, sia per il fogliame che per la vivace fioritura, ma purtroppo non è di facile coltivazione e riproduzione; richiede un clima di tipo mediterraneo, con lunghe estati calde e secche, e temperature invernali miti che eccezionalmente raggiungano valori di poco al di sotto di 0 °C; non sopporta climi umidi e ristagni idrici.

Requisiti fondamentali per la sua coltivazione, anche in clima mediterraneo, sono un terreno perfettamente drenante, anche povero e possibilmente sabbioso, di preferenza acido o neutro, e una esposizione in pieno sole.

Richiede irrigazioni regolari in estate solo il primo anno di impianto, molto diradate o del tutto assenti nei successivi; utili le potature drastiche, fino quasi alla base, per rendere più compatta la vegetazione e stimolare una maggiore fioritura, che avviene sulla nuova vegetazione, in natura gli incendi hanno lo stesso effetto, distruggendo la parte aerea che si rigenera grazie alla particolare resistenza della base legnosa.

Molto apprezzati per le composizioni floreali i fiori recisi, di cui vi è una crescente domanda, sia freschi, che durano poco più di una settimana, che soprattutto secchi, di lunga durata.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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