Victoria cruziana

Famiglia : Nymphaeaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 114.3 Kb
La Victoria cruziana è originaria dell’Argentina, Bolivia e Paraguay dove vive in acque basse e lente © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina, Bolivia e Paraguay dove vive ai margini dei fiumi Paraná e Paraguay in acque basse e lente.

Il genere è dedicato alla regina Vittoria (1819-1901) del Regno Unito, la specie al Presidente del Perù e della Bolivia Andrés de Santa Cruz Villavicencio y Calaumana (1792–1865), promotore della spedizione in Bolivia durante la quale fu raccolto il primo campione della specie.

Nomi comuni: Santa Cruz waterlily, giant waterlily, water-platter (inglese); irupé (spagnolo).

La Victoria cruziana A.D. Orb. (1840) è una pianta erbacea rizomatosa d’acqua dolce, perenne a vita breve, con rizoma radicato nel sedimento del fondo.

Presenta foglie galleggianti pressoché circolari, fino a 2 m di diametro, di colore verde chiaro, idrorepellenti e inermi superiormente, di colore porpora e provviste di robuste spine inferiormente, con i margini sollevati ad angolo retto, fino a 20 cm di altezza, tranne due aperture opposte per il deflusso dell’acqua. Le foglie sono peltate (con il picciolo inserito pressoché al centro della lamina) e collegate al rizoma da un lungo picciolo, flessibile e spinoso, percorso da canali in cui è presente aria per assicurare il galleggiamento e gli scambi gassosi tra foglie e radici. Dal punto di inserzione del picciolo con la lamina si irradia una rete di robuste e prominenti nervature percorse da canali riempiti d’aria che contribuiscono al suo galleggiamento e a mantenerla piatta e rigida e capace di sorreggere il peso di qualche decina di chili, se uniformemente distribuito.

Fiori solitari di 18-30 cm di diametro, galleggianti, su un robusto peduncolo spinoso anch’esso provvisto di canali in cui è presente aria, con 4 sepali verdi spinosi alla base, inermi o quasi verso l’apice, ed oltre 50 petali. I fiori, notturni, durano due giorni, si aprono all’imbrunire del primo giorno con i petali di colore uniforme bianco crema e si chiudono nelle prime ore del giorno seguente, si riaprono la sera, con i petali divenuti rosa pallido, per chiudersi definitivamente, il mattino seguente, e iniziare ad immergersi verso il fondo dove proseguirà la maturazione del frutto che riemergerà, quando perfettamente maturo, dopo circa 6 settimane.

Il processo di impollinazione è identico a quello della Victoria amazonica, i fiori sono ermafroditi, ma proterogini, lo stigma, la parte femminile del fiore, è ricettivo la prima notte, mentre il polline viene rilasciato la seconda notte, fenomeno che impedisce l’autoimpollinazione favorendo quella incrociata. L’impollinazione è effettuata da scarabeidi appartenenti al genere Cyclocephala Dejean, 1821, prevalentemente Cyclocephala castanea Olivier,1789, che all’imbrunire, all’apertura del fiore, vengono attratti dal colore bianco dei petali, dall’elevata temperatura interna, circa 10 °C rispetto a quella ambiente, e dall’intenso odore, che a molti ricorda quello dell’ananas, che tale innalzamento di temperatura intensifica e lo rende avvertibile a distanza di diversi metri.

JPEG - 197.8 Kb
Un interessante ibrido di Victoria cruziana x Victoria amazonica. Il fiore, manifestamente rosso, è alla fine del secondo giorno di vita © Giuseppe Mazza

L’abbondante presenza di amido negli staminoidi induce l’insetto a “banchettare” all’interno del fiore rimanendovi prigioniero fino alla sera seguente, quando si riapre con lo stigma che non è più ricettivo, i petali diventati rosa ed il polline, maturo, rilasciato. L’insetto, ormai libero e ricoperto di polline, non più attratto dal colore dei petali e dalla temperatura ritornata normale, può volare via e andare a impollinare un fiore al primo giorno di apertura che ha appena disteso i suoi attraenti petali bianchi ed ha lo stigma ricettivo. I frutti sono globosi, di 10-15 cm di diametro, spinosi, contenenti numerosi semi pressoché sferici, di circa 1 cm di diametro, ricoperti da un arillo spugnoso con cavità riempite d’aria che ne permettono il galleggiamento e ne facilitano la dispersione tramite le correnti fino a quando non si disfa facendoli depositare sul fondo.

Si riproduce per seme, che per non perdere la germinabilità va conservato costantemente umido, o immerso in acqua distillata, ad una temperatura di 13-15 °C per inibire la germinazione. Al momento della messa a dimora il seme viene scarificato e posto in terreno argilloso ricco di sostanza organica sotto uno spessore d’acqua di 5-10 cm ad una temperatura tra 22 e 24 °C; dopo la germinazione le giovani piante vanno poste progressivamente in contenitori più grandi fino alla messa a dimora definitiva; la prima fioritura ha luogo dopo circa 7 mesi. Pur essendo perenne e più tollerante nei confronti della temperatura della Victoria amazonica, potendo crescere in acque a temperature di 18-20 °C, viene usualmente coltivata come annuale, seminando all’inizio dell’inverno, con le procedure sopra riportate, per poi essere posta all’inizio dell’estate in grandi vasche, profonde 1-2 m, preferibilmente in pieno sole e con abbondanti concimazioni settimanali, dove rappresenta uno dei principali punti di attrazione di parchi e giardini botanici.

Sinonimi: Victoria argentina Burmeister (1861).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle NYMPHAEACEAE cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

/v-95-1_victoria_cruziana
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants