Vriesea glutinosa

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Vriesea glutinosa è un’epifita e litofita monocarpica con infiorescenze lunghe 1 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Trinidad & Tobago e Venezuela, dove cresce epifita sugli alberi nelle foreste umide o sulle rocce calcaree in prossimità di cascate fino a circa 600 m di altitudine.

Il genere è dedicato al botanico olandese Willem Hendrik de Vriese (1806-1862); il nome specifico è l’aggettivo latino “glutinosus, a, um” = vischioso, colloso, con riferimento alla sostanza secreta dalla infiorescenza.

La Vriesea glutinosa Lindl. (1856) è una specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita e litofita, presenta una rosetta imbutiforme formata da numerose foglie disposte a formare una cavità centrale solitamente riempita d’acqua.

Le foglie sono oblunghe, inermi, di 35-45 cm di lunghezza e 5-6 cm di larghezza, di colore verde con maculature purpuree in particolare sulla pagina inferiore. L’infiorescenza al centro della rosetta, lunga fino ad oltre 1 m, è costituita da uno scapo floreale ricoperto da brattee di colore verde chiaro con macchie rosso scuro che termina con un racemo composto, formato cioè da più racemi che si dipartono da un asse centrale; i singoli racemi, lunghi 35-45 cm, sono ricoperti da brattee imbricate lunghe circa 6 cm disposte su due file opposte (distiche) di colore rosso vivo, lucide per la sostanza vischiosa che emettono, persistenti per molti mesi, al cui interno si sviluppano i fiori tubolari di breve durata di colore rosso.

Si riproduce, oltre che per seme, per via vegetativa tramite le piante avventizie simili a fili d’erba che nascono alla base della pianta, anche molto prima di avere raggiunta la maturità fiorifera, e che possono essere staccate quando hanno raggiunto una altezza di 18-20 cm. Specie molto ornamentale sia per il fogliame maculato che per la brillante infiorescenza di lunga durata, coltivabile all’aperto nelle zone a clima tropicale e subtropicale umide, non sopportando temperature prossime a 0 °C, sugli alberi come epifita o in giardini rocciosi in luce solare filtrata. Altrove può essere coltivata in vaso, in substrato leggero, aerato e ricco di sostanza organica, per potere essere riparata in luogo molto luminoso durante i mesi più freddi, con temperature minime che è preferibile non scendano sotto 14 °C.

Richiede una elevata umidità ambientale che può essere incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie. In estate è conveniente lasciare dell’acqua nella cavità centrale formata dalla rosetta di foglie, rinnovandola frequentemente per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare, mentre in inverno è preferibile lasciarla piuttosto asciutta, in presenza di basse temperature, per evitare possibili marciumi.

Sinonimi: Tillandsia stenostachya Baker (1888); Vriesea stenostachya (Baker) Mez (1896).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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