Vriesea saundersii

Famiglia : Bromeliaceae

Testo © Pietro Puccio

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Molto usata ai tropici come pianta ornamentale © Mazza

La Vriesea saundersii (Carrière) E. Morren (1875) è originaria del Brasile (Stato di Rio de Janeiro), dove cresce sui pendii rocciosi e nelle foreste umide costiere fino a 400 m di altitudine; molto diffusa in passato, adesso è a rischio di estinzione a causa della pressione antropica.

Il genere è dedicato al botanico olandese Willem Hendrik de Vriese (1806-1862); la specie è dedicata al botanico ed orticultore inglese William Wilson Saunders (1809-1879).

Specie erbacea sempreverde, monocarpica (fruttifica una sola volta e poi muore), acaule, epifita e litofita, presenta una rosetta imbutiforme, larga circa 45 cm ed alta 60 cm (con l’infiorescenza), formata da numerose foglie disposte a formare una cavità centrale solitamente riempita d’acqua.

Le foglie sono lineari con apice appuntito, ricurve, cuoiose, lunghe circa 40 cm e larghe 6 cm, di colore grigio verde e ricoperte da microscopiche scaglie grigie; macchie rosso bruno sono distribuite irregolarmente sulla superficie, in particolare quella inferiore.

L’infiorescenza, al centro della rosetta, è costituita da uno scapo floreale lungo circa 30-35 cm, liscio, provvisto di brattee che alla base sono simili alle foglie mentre superiormente sono più corte e più larghe, grigio verdi, con macchie rosso bruno.

Lo scapo termina con una infiorescenza lunga 20-30 cm e larga circa 15 cm, costituita da un racemo composto, formata cioè da più racemi che si dipartono da un asse centrale; le brattee sotto i singoli racemi, lunghe 10-15 cm e larghe 6-7 cm, sono simili a quelle terminali dello scapo.

I singoli racemi sono costituiti da 5-8 fiori distanti tra loro circa 15 mm e disposti su due file opposte (distici), le brattee floreali sono ovali, lunghe circa 3 cm e larghe 15 mm, di colore giallo-verde; i fiori sono di colore giallo zolfo, lunghi circa 5 cm, con sepali ovali lunghi 3 cm e larghi 1 cm.

Si riproduce, oltre che per seme, per via vegetativa tramite le nuove piante che nascono alla base della pianta e che possono essere staccate quando hanno raggiunto una dimensione pari almeno ad un terzo di quella della pianta madre.

Specie di grande valore ornamentale, sia per il fogliame che per la infiorescenza, è coltivabile all’aperto nei climi tropicali e subtropicali sia umidi che a spiccata stagionalità, sugli alberi come epifita o in giardini rocciosi e su scogliere e rupi, in pieno sole, dove le foglie assumono sfumature rossicce, o in parziale ombra.

Altrove va coltivata in vaso su substrati molto aerati, porosi, drenanti e ricchi di sostanza organica in posizione luminosa, con temperature superiori a 14-16°C, ideali 20-24°C.

E’ una delle Bromeliaceae più utilizzate per la sua forma compatta, oltre che per le sue caratteristiche estetiche, nei terrari. Le innaffiature devono essere regolari in estate, ma lasciando asciugare il substrato prima di ridare acqua, e diradate in inverno e l’umidità ambientale, in presenza di aria secca ed elevate temperature, può essere incrementata con nebulizzazioni utilizzando acqua a temperatura ambiente e non calcarea per evitare antiestetiche macchie sulle foglie.

In estate si può lasciare un po’ d’acqua nella cavità centrale formata dalla rosetta di foglie, rinnovandola frequentemente per evitare che diventi un focolaio larvale di zanzare, mentre in inverno è preferibile lasciarla asciutta per evitare possibili marciumi.

Sinonimi: Encholirion saundersii Carrière (1872); Tillandsia saundersii (Carrière) K. Koch (1873); Vriesea botafogensis Mez (1894).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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