Dr. Giuseppe MAZZA
Journalist - Scientific photographer
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© Giuseppe Mazza
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Le Prince Honoré II
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Monaco è un piccolo punto sulle carte geografiche, ma la sua fama e la notorietà vanno ben oltre i suoi confini. Come infatti diceva un ambasciatore veneziano a un collega che ironizzava sulla piccola taglia del suo stato, " I paesi non si misurano, ma si pesano. " e fin dall’antichità la Rocca di Monaco ha avuto un peso importante per la sua posizione strategica.

Le Prince Honoré IV
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Cinque secoli prima dell’era cristiana, era infatti nota ai greci, con l’isola d’Elba, Ventimiglia, Marsiglia e Narbonne, per il porto al riparo dai venti, tappa d’obbligo nei viaggi verso la Spagna, ed Ecateo di Mileto, geografo e storico dell’epoca, parla nella sua "Periegesis" di una " Monoïkon poilis Ligustiké ", cioè di Monaco, città della Liguria, dove c’era anche un tempio dedicato ad Ercole, che diede poi origine all’antico nome romano di " Portus Herculis Monoici ".
A partire dal 1297, la storia di Monaco s’intreccia con quella della Famiglia Grimaldi di Genova.
In seguito ad una battaglia persa dai Guelfi, Francesco Grimaldi, detto Malizia, in fuga con la sua nave verso la Provenza, riesce infatti a sottrarre ai Ghibellini la Rocca di Monaco, presa con la spada nella notte dell’ 8 gennaio, dopo aver ingannato il posto di guardia nelle vesti di un monaco francescano in cerca d’asilo.

Le Prince Honoré V
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Da allora, con alterne vicende e vari assedi, i Grimaldi vivranno sulla Rocca con una politica estera altalenante, mettendo in concorrenza, senza concedere, i potenti vicini che ambivano al porto.

Le Prince Florestan I
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Così, per proteggere l’indipendenza del loro fragile stato, li troviamo ora alleati della Provenza, ora della Savoia, di Genova, o della Francia, tradita con la Spagna per 116 anni, e poi definitivamente assunta a garante dell’autonomia e della difesa del Principato col trattato di Péronne, firmato dal Principe Onorato II il 14 settembre del 1641.
Con la rivoluzione francese Monaco è occupata dalla Francia, e viene annessa, dal 1793 al 1814, al dipartimento delle Alpi Marittime, col nome meno clericale di Forte d’Ercole. Quando tornano i Grimaldi il Palazzo è stato saccheggiato e le casse sono vuote.
Il Principe Onorato V cerca di raddrizzare l’economia con piccole attività industriali e artigianali, e dà il monopolio del grano e della farina a concessionari senza scrupoli che semineranno il malcontento nella popolazione.
Il suo successore, il Principe Florestano I, abolisce il monopolio, ma ormai è troppo tardi.

Le Prince Charles III
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Con plebisciti orchestrati dai Savoia e dalla Francia Roquebrune e Mentone, che facevano parte del Principato, passano alla Francia, e il Principe Carlo III, che succede al trono, si ritrova con un territorio ridotto di nove decimi e appena 1.143 abitanti.

Le Prince Albert I
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
In cambio, rinunciando formalmente ai suoi diritti, ottiene da Napoleone III quattro milioni di franchi, una strada carrozzabile Nizza-Monaco, e la ferrovia Nizza-Monaco-Genova che permette ai ricchi turisti europei di raggiungere facilmente il nuovo quartiere di Montecarlo, nato a tempo di record, con ville, giardini e un Casinò sul " plateau des Spélugues " dove prima c’erano solo sterpaglie e, come suggerisce il nome, qualche grotta usata dai pastori. Montecarlo diventa in breve sinonimo d’eleganza, feste, spettacoli, incontri culturali e sportivi. Le imposte dirette vengono soppresse. Il principe batte monete d’oro, ed può emettere i primi francobolli.
La storia recente è a tutti nota, con le straordinarie ricerche geografiche e scoperte scientifiche del Principe Alberto I, per non parlare dello sviluppo culturale, economico e sociale continuato dal Principe Louis II, che crea fra l’altro la stazione di Radio Montecarlo e il Gran premio automobilistico di Monaco.
Alla sua morte, nel 1949, succede il Principe Rainier III. Ha appena 26 anni, e il suo lungo regno sarà uno dei più importanti della storia di Monaco.

Le Prince Louis II
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Detto anche il "Principe costruttore" riesce a ingrandire di un quinto il Principato con le terre sottratte al mare.

Le Prince Ranier III
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Crea fra l’altro la spiaggia del Larvotto, il moderno quartiere di Fontvieille, la diga galleggiante che permette l’attracco delle grandi navi da crociera, e tutta una serie di edifici destinati a spettacoli, congressi e incontri internazionali, come il recente Grimaldi Forum.
Monaco aderisce a tutti i grandi organismi internazionali, e accanto al turismo e all’attività alberghiera si sviluppano, in maniera impressionante, le attività bancarie e l’edilizia.
Al suo fianco, l’indimenticabile Principessa Grace farà conoscere oltre oceano il Principato col matrimonio del secolo. Quasi come un “ministro degli esteri “ contribuisce con carisma e fascino all’immagine del Principato, assistendo il marito nelle decisioni difficili, senza trascurare le opere di beneficenza e umanitarie, e il suo ruolo di mamma.
Salito al trono il 6 aprile 2005, Sua Altezza il Principe Alberto II continua sulle orme del padre, affiancato fin dal 1984 nella gestione degli affari di stato. Come il suo bisnonno, il Principe Alberto I, mostra un sincero interesse per la natura.

S.A.S. le Prince Albert II
Archives du Palais Princier de Monaco - Photo G.Luci
Si è recato personalmente a Polo Nord e al Polo Sud, per toccare con mano i degradi legati all’aumento delle temperature e all’inquinamento globale, ed ai tropici per foreste e specie in pericolo, senza trascurare le missioni umanitarie.
Nel 2006 ha creato a questo proposito la Fondazione Prince Albert II de Monaco che agisce per la protezione della biodiversità, ed i problemi legati ai cambiamenti climatici e alla mancanza d’acqua.
Nelle foto che seguono, accanto alla geografia del Principato, scoprirete vari aspetti della vita monegasca, del nostro patrimonio culturale e artistico, e della nostra storia.
Si tratta spesso di panoramiche insolite, che abbracciano oltre 180°, ottenute mettendo insieme al computer anche 33 scatti.
Originali pesantissimi, che a piena risoluzione riempiono a metà un DVD, e che ho dovuto a malincuore rimpicciolire e comprimere perché fossero accessibili in rete.
Alcune prospettive possono sorprendere, perché per rendere piana una superficie curva occorre scendere a compromessi. Ho dovuto quasi sempre aggiustare linee aberranti o spezzate, e disegnare cose che erano andate perse.
In media ho lavorato due giorni a foto, talora con sfide a prima vista impossibili, ma è proprio qui, al momento degli scatti e dopo la ripresa, il bello della creazione artistica.
Inno Monegasco suonato dalla Fanfara dei Carabinieri del Principe
Cliccate una sola volta sulle panoramiche in basso per metterle a pieno schermo, e poi una seconda volta per ingrandirle al massimo ed esplorare i dettagli.
Il Principato di Monaco visto da levante
Il Principato di Monaco visto da ponente
Monaco: la costa, dall’Italia a Cap d’Ail
Monaco vista dalla Turbie, ed un insolito profilo della Tête de Chien
Monaco, a sinistra, e il Monte-Carlo Golf Club, con 18 buche, situato a 900 m d’altezza
Monaco-Ville col Palazzo Principesco e il Museo Oceanografico
Il profilo di Monaco-Ville visto dal Porto Ercole
Monaco-Ville: la piazza del Palazzo Principesco
Monaco-Ville: la piazza del Palazzo Principesco il 19 novembre, in occasione della Festa Nazionale
Monaco-Ville: il Consiglio Nazionale, il Palazzo di Giustizia, e la Cattedrale
Monaco: interno della Cattedrale. Celebrazione eucaristica con l’Arcivescovo, Monsignor Bernard Barsi.
Monaco-Ville: Cattedrale. Mosaico con la Vergine e Gesù Bambino circondati da San Pietro ed il Profeta Isaia.
In basso a sinistra, accanto a San Nicola, patrono di Monaco e vescovo di Mira, San Michele trafigge e calpesta un diavolo, mezzo uomo e mezzo cane, e pesa le anime per il giudizio finale, mentre Santo Stefano, colpito da un sasso a ricordo della lapidazione, guarda verso lo spettatore. A destra San Lorenzo col registro della chiesa romana, rilet- to prima del martirio, e la graticola del supplizio, e Santa Maria Maddalena, col suo vaso di profumo per il Cristo.
Sui lati, a sinistra, Santa Barbara, San Bernardo, Santa Clara d’Assisi e Santa Devota. A destra Santa Brigida, non si sà bene se d’Irlanda o di Svezia, San Biagio di Sebaste, Santa Margherita con in mano la croce usata in prigione per scacciare il diavolo che aveva preso le sembianze di un drago, e Santa Julie, patrona della Corsica con Santa Devota.
In alto, accanto alla sepoltura del Cristo, San Giovanni Battista, l’Arcangelo Gabriele con l’Annunciazione a Maria Vergine, e un’insolita raffigurazione di Sant’Anna che stringe idealmente fra le braccia la Madonna e Gesù Bambino.
Monaco: la Pietà dei Penitenti Bianchi, eseguita da François Bréa verso il 1500-1505
Monaco-Ville: l’entrata laterale della Cattedrale, il Palazzo di Giustizia, e la Piazza di San Nicola
Monaco-Ville: la Piazza del Municipio
Monaco-Ville: la Piazza della Visitation col Ministère d’État
Monaco-Ville: particolare del Palazzo del Ministère d’État con lo Stemma dei Grimaldi
Monaco-Ville: mosaico sulla facciata del Palazzo del Ministère d’État
Monaco-Ville: il Palazzo del Governo
Monaco-Ville: la Cappella della Visitation
Monaco-Ville: Cappella della Visitation. Madonna col Bambino. Olio su tela di Simone Cantarini ( 1612-1648)
I " Carrugi d’a Roca " a Monaco-Ville
I pezzi di maggior pregio, sono quelli realizzati da Ernesto Sprega (1829-1911) che ne fu il direttore dal 1883 al 1889. D’origine romana, fu allievo del grande maestro Mantovani e lavorò poi a Firenze per Ginori, celebre pittore e ceramista.
Ernesto Sprega, raffigurato nell’autoritratto in alto a destra della vetrina, realizzò, durante il suo soggiorno a Monaco, numerose ceramiche e pitture.
Si distinse soprattutto per il "cannage", una tecnica del tutto personale che conferiva a vasi e canestri un aspetto leggiadro, molto simile a quelli veri, intrecciati con paglia e giunchi. Questa tecnica, unita all’incessante ricerca di nuove forme e colori, gli valsero vari riconoscimenti, quando rappresentava Monaco nelle Esposizioni Internazionali
Otre che ceramista di talento, Ernesto Sprega è da ricordare per i numerosi affreschi realizzati nella Cappella Palatina e gli Appartamenti Privati del Palazzo Principesco.
L’ "Uovo di Monaco" di Ernesto Sprega fu premiato all’Esposizione Universale di Parigi del 1889
Monaco-Ville: la statua di S.A.S. il Principe Alberto I ed il Museo Oceanografico
Monaco-Ville: l’ingresso del Museo Oceanografico
Ricostruzione, al Museo Oceanografico di Monaco, del laboratorio della nave Hirondelle II del Principe Albert I
L’acquario del Museo Oceanografico di Monaco, con una vasca da 400.000 litri e 6 m d’altezza
Monaco: il Rocher e Fontvieille
Monaco: il porto di Fontvieille
Monaco: la Tête de Chien e il Rocher visti dal porto di Fontvieille
Monaco: panoramica del quartiere di Fontvieille
Monaco: la zona residenziale di Fontvieille, con a destra il Centro Commerciale ed il Giardino dell’UNESCO
Monaco: il Museo dei Francobolli e delle Monete
La " Salle du Canton ", ospita ogni due anni il Monacophil, la prestigiosa esposizione filatelica internazionale
Cap d’Ail, Monaco, la Tête de Chien e il Mont Agel visti dal mare
L’Eliporto del Principato di Monaco
Monaco: la Place du Campanin a Fontvieille
Monaco: ingresso dello Stadio Louis II e zona industriale di Fontvieille
Monaco: lo Stadio Louis II con la partita Inter-Monaco
Meeting International de Natation di Montecarlo
Monaco: il Seaside Plaza e il Chapiteau di Fontvieille che ospita ogni anno il Festival Internazionale del Circo
I vincitori del 34° Festival Internazionale del Circo di Montecarlo salutano il pubblico
Monaco-Ville, la Condamine e Montecarlo sono importanti quartieri del Principato di Monaco
Monaco: il quartire della Condamine con Rue Grimaldi e la via pedonale Princesse Caroline
Monaco: il mercato della Place d’Armes, ed i portici della Condamine
Monaco: la Condamine. Le sorprendenti ceramiche sulle dame dei cinque continenti di via Terrazzani
Monaco: ceramiche della Belle Époque su un lato del Café de Paris e in via Terrazzani.
Monaco: la statua e la chiesa di Santa Devota
Monaco: il vallone di Santa Devota e l’uscita dalla Stazione Ferroviaria Sotterranea
Monaco: Stazione Ferroviaria Sotterranea
Monaco: binari della Stazione Ferroviaria Sotterranea sotto una volta di stelle
Monaco: il Porto Ercole
Il Porto Ercole in occasione del Monaco Yacht Show
Un Monaco Yacht Show col mare brulicante d’imbarcazioni fino a Roquebrune-Cap-Martin
Monaco: scuola di vela per i più piccoli nel Porto Ercole
Montecarlo: navi da crociera e giardini pensili
Il Principato di Monaco visto dalla diga galleggiante
Le spiagge di Montecarlo
Grattacieli di Montecarlo e il Grimaldi Forum
Montecarlo: la grande sala d’ingresso del Grimaldi Forum
Esposizione di macchine di lusso al Grimaldi Forum di Montecarlo in occasione del Top Marques
Esposizione d’orologi e gioielli al Grimaldi Forum di Montercalo in occasione del Top Marques
"Concours International de Bouquets" organizzato dal Garden Club di Monaco
Le terrazze del Casinò e l’esterno dell’Opera di Montecarlo.
Decorazioni rococo sull’esterno dell’Opera di Montecarlo
Statua della Belle Époque sulla facciata mare del Casinò di Montecarlo
L’ingresso del Casinò di Montecarlo, al sole solo d’estate, è uno dei luoghi più fotografati del Principato
L’atrio del Casinò di Montecarlo
La sala da gioco Europa del Casinò di Montecarlo
Affreschi della Belle Époque nella sala Europa del Casinò di Montecarlo
La Sala Touzet del Casinò di Montecarlo
Il soffitto con vetrata della Sala Touzet del Casinò di Montecarlo
La grande sala François Médecin del Casinò di Montecarlo
La Sala Bianca del Casinò di Montecarlo coi giochi moderni in un look Belle Époque
Montecarlo: il Casinò et l’Hôtel de Paris
L’Hôtel de Paris e l’entrata dei Principi all’Opera di Montecarlo
Ingresso dell’Opera di Montecarlo riservato ai Princici
Il soffitto della Sala Garnier dell’Opera di Montecarlo
Affresco « La Musica » di Boulanger, nella Sala Garnier sopra alla scena dell’Opera di Montecarlo.
Affresco « La Commedia » di Lix, su una parete della Sala Garnier dell’Opera di Montecarlo
Sir John Falstaff vive d’espedienti alla Taverna della Giarrettiera. Un tempo donnaiolo famoso, per riempire la pancia non esita a sedurre le ricche signore di Windsor, e incarica in malo modo i servitori Bardolph e Pistol di portare due lettere d’amore identiche, salvo il nome del destinatario, a Meg Page ( Annunziata Vestri ) e Alice Ford ( Aga Mikolaj ), a destra della scena, che sono amiche e fanno il bucato con Quickly ( Mariana Pentcheva ) e la figlia dei Ford Nannetta ( Valérie Condoluci ). Queste, al tempo stesso divertite e indignate, decidono di dare allo scellerato una lezione.
Anche gli uomini, da sinistra il Dr. Cajus ( Enrico Facini ), il Signor Ford ( Fabio Capitanucci ), Bardolph ( Rodolphe Briant ) e Pistol ( Wojtek Smilek ), organizzano una vendetta. Il primo era stato derubato da Falstaff, e il secondo ha appena appreso da quest’ultimi, licenziati in malo modo, che il padrone ha scritto un’infuocata lettera alla moglie. Sullo sfondo le allegre comari continuano il bucato mentre entra in scena, a destra, Fenton ( Florian Laconi ) innamorato di Nannetta.
Alla Taverna della Giarrettiera Sir John Falstaff ( Bryn Terfel ) riceve prima la visita di Quickly, che reca un messaggio d’Alice che l’aspetta a casa sua, dalle due alle tre, quando il marito non c’è. E’ un tranello ordito per ridicolizzarlo dalle allegre comare. Poi giunge il Signor Ford ( Fabio Capitanucci ), che si presenta col falso nome di Mastro Fontana, per mettere in atto la vendetta degli uomini.
Gli racconta che è innamorato di Alice, ma che non riesce a sedurla perché è un modello di fedeltà. Se in cambio di un sacchetto di monete sonanti Falstaff riuscirà a scalfirne la virtù, poi lui troverà la strada spianata.
Con una stretta di mano Falstaff accetta la proposta, e mentre va a vestirsi per l’incontro galante, racconta al benefattore che ha già ricevuto un invito in merito dalla Signora Ford, fra le due e le tre, quando il marito non c’è. Inutile dire che il Signor Ford, all’oscuro della trama ordita dalle dame, è preda prima della disperazione e poi della rabbia. Si lasciano allegramente, ma lui non vede l’ora di sorprendere a casa sua l’adulterio per sgozzare il colpevole.
In casa Ford nel frattempo le comari ricevono Quickly ( Mariana Pentcheva ), a sinistra, che le invita a prepararsi perché Falstaff è caduto nel tranello. Al centro Nannetta ( Valérie Condoluci ) piange, perché il padre vuole farle sposare il Dr. Cajus, mentre lei è innamorata di Fenton. La madre Alice Ford ( Aga Mikolaj ), a destra, le promette il suo appoggio.
Alice Ford ( Aga Mikolaj ) apetta al centro della scena Sir John Falstaff ( Bryn Terfel ) che esce trionfante dal libro della storia. Ma il suo corteggiamento è di breve durata, perchè arrivano le comari spaventate con la notizia che il Signor Ford sta arrivando con una squadra punitiva formata dal Dr. Cajus, Bardolph, Pistol, Fenton ed altri vicini di casa.
Falstaff ( Bryn Terfel ) si nasconde dietro un paravento a sinistra, mentre il Signor Ford ( Fabio Capitanucci ) lo cerca inferocito nel cestone della biancheria sporca. Dopo aver buttato inutilmente all’aria i panni, corre a cercarlo nelle altre stanze, mentre Meg, fingendosi sorpresa di vederlo, lo fa nascondere nella cesta, già esplorata, sotto la biancheria puzzolente.
Il Signor Ford ritorna in scena con la squadra. Hanno esplorato tutta la casa e non c’è. Non può che essere dietro il paravento. Il Dr. Cajus lo apre, e con grande sorpresa sua e del padre inferocito, scoprono Nannetta ( Valérie Condoluci ) e Fenton ( Florian Laconi ) abbracciati. Approfittando della confusione, si erano infatti appartati per baciarsi. Fenton scappa e il paniere della biancheria viene gettato nel Tamigi.
Sir John Falstaff ( Bryn Terfel ) mezzo affogato e sporco, con ancora il ricordo della cocente sventura, si riprende bevendo alla taverna.
Entra di nuovo in scena Quickly ( Mariana Pentcheva ) che d’accordo con le comari vuole rincarare la dose. Gli porta un altro bigliettino di Alice che l’aspetta a mezzanotte nella foresta di Windsor, vicino alla vecchia quercia, vestito da “Cacciatore Nero” con un copricapo dalle lunghe corna in testa. Falstaff ( Bryn Terfel ) cade ancora nel tranello.
Naturalmente tutti sono al corrente. Seguendo una leggenda, Nanette si vestirà da “ Regina delle fate ”, e gli abitanti di Windsor si vestiranno da silfi, elfi, folletti, diavoli e vampiri. Il Signor Ford promette al Dr. Cajus di approfittare della situazione per dargli la nano di Nannetta, gli spiega come mascherarsi, e benedirà lui stesso l’unione. Ma Quickly ascolta la conversazione e informa le amiche. Fenton ( Florian Laconi ) è il primo a raggiungere la grande quercia al tramonto e Nannetta gli risponde, ma Alice li interrompe, e spiega loro come devono vestirsi per sconvolgere i progetti del marito.
Con le sue grandi corna in testa, e un becco d’aquila, Falstaff ( Bryn Terfel ) incontra Alice ( Aga Mikolaj ), ma si ode un grido e nel buio della notte escono gli spiriti.
Nannetta ( Valérie Condoluci ) circondata dai figuranti intona la canzone della Regina delle Fate. Falstaff, terrorizzato, si mette col volto a terra per non vedere gli spiriti. E tutti ne approfittano per pungerlo e frustarlo con vimini e ortiche.
Falstaff ( Bryn Terfel ) si pente e chiede perdono.
Uno dei suoi aguzzini perde il cappuccio, e riconoscendo in lui il servitore Bardolph ( Rodolphe Briant ), Falstaff ( Bryn Terfel ) scopre la messa in scena. Tutti l’accusano e lui accetta il castigo e riconosce i suoi torti. Il Signor Ford ( Fabio Capitanucci ) rivela a Falstaff la sua vera identità e gli grida “ditemi ora chi è il cornuto”.
Le comari travestono Bardolph ( Rodolphe Briant ) da sposa, lo affiancano al posto di Nannetta al Dr. Cajus ( Enrico Facini ) e avvisano il Signor Ford ( Fabio Capitanucci ) che c’è un’altra coppia da sposare. In realtà si tratta di Nannetta ( Valérie Condoluci ), celata dal vestito e dal velo, e del suo Fenton ( Florian Laconi ). Nell’oscurità della notte il Signor Ford non si accorge dello scambio e li dichiara sposati.
Tutti si tolgono la maschera, ma ormai è troppo tardi, ha sposato la figlia con Fenton. Alle fine tutti si riconciliano ed anche il padre benedice l’unione, ma Falstaff non può fare a meno di ribattere “ Caro Signor Ford ditemi ora lo scornuto chi è ? “
Il libro della storia si richiude e Falstaff ( Bryn Terfel ) conclude “ Tutto nel mondo è burla ”.
E’ la vigilia di Natale. Il pittore Marcello (George Petan) e il poeta Rodolfo (Stefano Secco) si scaldano come possono in una povera soffitta.
Giunge un amico filosofo Colline ( Gabor Bretz ), a sinistra, e il musicista Schaunard ( Etienne Dupuis ), al centro, con un cestino di viveri, trionfante per aver guadagnato qualche soldo. La festa è di breve durata, perché entra in scena il padrone di casa Benoît (Guy Bonfiglio), seduto al centro, che reclama l’affitto. Gli amici lo costringono a bere, e confessa ubriaco di tradire la moglie. Il pretesto che gli inquilini cercavano per metterlo con indignazione alla porta.
Gli amici escono per il Caffé Momus, ma Rodolfo (Stefano Secco) si attarda per finire un articolo. Rimasto solo sente bussare la porta. E’ la vicina di casa Mimì (Inva Mula) che cerca una candela per accendere il lume spento. Poi la ragazza si sente male, è il primo sintomo della tisi che la porterà alla morte.
Si alza per tornare a casa, ma si accorge d’aver perso la chiave che cercano al buio sul pavimento perché un colpo di vento ha spento entrambi i lumi. Rodolfo (Stefano Secco) la trova e la nasconde in tasca. Quando la sua mano incontra quella di Mimì (Inva Mula) il poeta manifesta il suo amore cantando « Che gelida manina » e le chiede di parlargli di lei.
Mimì (Inva Mula) racconta che è una ricamatrice. Vive sola creando fiori finti. E l’atto si chiude con un duetto d’amore « O soave fanciulla ».
I due raggiungono gli amici al Caffè Momus. Mimì (Inva Mula) ha trovato l’amore ed è al colmo della felicità. Rodolfo (Stefano Secco) le ha appena regalato un copricapo rosso.
Importante centro di ritrovo della città, il Caffè Momus è molto frequentato. Rodolfo (Stefano Secco) presenta Mimì (Inva Mula) agli amici.
A un certo punto entra in scena l’affascinante Musetta (Karen Vourc’h), in alto nella scena, che si fa mantenere dal ricco consigliere di stato Alcidoro (Jean-François Vinciguerra) seduto al centro.
Vecchia fiamma del pittore Marcello (George Petan), Musetta (Karen Vourc’h) fa di tutto per attirare la sua attenzione. Intona una canzone provocante « Quando me’n vo » e si fa togliere con un prestesto lo stivaletto, scoprendo scandalosamente la caviglia. I due vecchi amanti fuggono insieme lasciando ad Alcidoro (Jean-François Vinciguerra) il conto da pagare.
Nevica forte alla Barriera d’Enfer, dove Mimì (Inva Mula) ormai gravemente malata cerca Marcello che lavora in una taverna per dirgli che Rodolfo l’ha lasciata « O buon Marcello, aiuto ! ».
provaMarcello (George Petan) le spiega che Rodolfo (Stefano Secco) sta dormendo nella taverna. Poi questo si risveglia ed esce per cercare l’amico. Mimì (Inva Mula) si nasconde e ascolta la sua conversazione con Marcello. Apprende che l’ha lasciata solo perché lei possa trovare un altro uomo, più ricco, in grado d’alloggiarla meglio e salvarla dalla tubercolosi.
Mimì (Inva Mula) rientra in scena e affronta Rodolfo (Stefano Secco) vorrebbero separarsi amichevolmente « Donde lieta uscì » ma il ricordo delle ore felici passate insieme, li inducono a rinviare l’addio alla primavera, alla stagione dei fiori. Nel frattempo Marcello e Musetta si separano dopo una lite violenta.
I protagonisti, da sinistra Marcello (George Petan), Musetta (Karen Vourc’h), Rodolfo (Stefano Secco), Colline (Gabor Bretz) e Schaunard (Etienne Dupuis) si ritrovano nella soffitta con Mimì (Inva Mula). Questa ha appena lasciato un ricco protettore ed è stata raccolta per strada, errante e indebolita, da Musetta.
Capendo che la fine s’avvicina gli amici lasciano soli Mimì (Inva Mula) e Rodolfo (Stefano Secco) che rievocano nel duetto « Sono andati ? » il loro primo incontro ed i momenti felici. E il copricapo rosso che Rodolfo aveva tenuto per ricordo dopo la separazione da un attimo di gioia a Mimì.
Mimì (Inva Mula) si spegne dolcemente, come assopita, circondata dagli amici, che avevano rinunciato a un paio d’orecchini e a un mantello per comprare dei medicinali e chiamare il dottore.
Montecarlo: il salone d’ingresso dell’Hôtel de Paris
Montecarlo: la Sala Impero dell’Hôtel de Paris
Montecarlo: affresco di Paul Gervais nella Sala Impero dell’Hôtel de Paris
Il "Giardino d’Inverno", ideato da Gustave Eiffel, all’Hôtel Hermitage di Montecarlo
Bassorilievi e affreschi Belle Èpoque dell’Hôtel Hermitage di Montecarlo
Montecarlo: l’Hôtel Hermitage, l’Istituto Monegasco di Medicina e chirurgia dello Sport, e il Centro Cardio-Toracico
Il Casinò di Montecarlo, l’Hôtel de Paris, lo Sporting, durante le prove del Grand Prix di Formula 1
Partenza del Grand Prix di Formula 1 di Montecarlo
Gran Prix di Montecarlo: la più famosa curva del campionato, la Fairmont Hairpin
Automobile da Formula 1 al Grand Prix di Montecarlo
Il Grand Prix di Formula 1 di Montecarlo visto da Monaco-Ville
International Jumping di Montecarlo
Torneo internazionale di hockey sul ghiaccio di Montecarlo
Arrivo del Rally di Montecarlo
Avenue de la Costa, Avenue Saint Michel, e Boulevard des Moulins: il " Carré d’Or " di Montecarlo
La Villa Miraflores di Montecarlo è una testimonianza intatta dell’architettura della Belle Èpoque
Montecarlo: la parte alta dei Giardini del Casinò con l’Ufficio del Turismo
Montecarlo: la chiesa di Saint Charles e Boulevard des Moulins
Montecarlo: la statua di Saint Charles che orna l’ingresso della chiesa
Montecarlo: l’interno della chiesa di Saint Charles
Il mercato a cielo aperto di Montecarlo
Montecarlo: avenue de Grande Bretagne
Montecarlo: Boulevard d’Italie
Montecarlo: il Boulevard du Larvotto con grattacieli e il Grimaldi Forum
Le Sporting ed il Larvotto visti dal Montecarlo Bay Hotel
Montecarlo : Boulevard d’Italie e la Résidence du Parc Saint Roman
Monaco: il quartiere di Saint-Roman ed il confine, con l’omonima chiesetta in Francia
I campi da tennis del Montecarlo Country Club
Masters di tennis al Montecarlo Country Club
Monaco: il quartiere del Larvotto
Monaco: la spiaggia del Larvotto
Monaco: vita da spiaggia al Larvotto
Monaco: Torneo Internazionale femminile di Volley sulla spiaggia del Larvotto
Monaco: il Jardin Exotique
Un caratteristico viale del Jardin Exotique di Monaco coi famosi sedili della suocera ( Echinocactus grusonii )
Montecarlo: giardinetto di succulente all’incrocio d’Avenue de Grande Bretagne col Boulevard du Larvotto
Il Giardino Giapponese di Montecarlo
Montecarlo: atmosfera zen al Giardino Giapponese
Il marmo reca questa scritta : « Luigi I, principe di Monaco, la fece costruire per l’uso pubblico e fu attiva a partire dal 1662. I consoli: Phelippo Ferreiro, Francesco-Antonio Gastaldo, Emanuele Frias e Joanne Terrazzano.
I Giardini di Saint Martin a Monaco-Ville
Monaco: il Giardino dell’UNESCO a Fontvieille
Il Roseto Princesse Grace de Monaco a Fontvieille nasce su un terreno sottratto al mare
La Tête de Chien e il Roseto Princesse Grace de Monaco
Il Giardino del Casinò, con la statua di S.A.S. il Principe Charles III, che creò il quartiere di Montecarlo
La " Piccola Africa " nel Giardino del Casinò di Montecarlo
Sorge la luna dai monti che abbracciano, come un grande scenario, il Principato di Monaco
Le antiche case di Monaco-Ville, all’imbrunire, e il Palazzo Principesco
Magico vespro monegasco
Al crepuscolo la Rocca di Monaco e Fontvieille si vestono di colori fugaci, fra rosa del tramonto e il blu del mare
Il Museo dei Francobolli e delle Monete e il Centro Commerciale di Fontvieille
Montecarlo: le luci della città appena il sole è scomparso dietro la Tête de Chien
Montecarlo: fascino crepuscolare della " via rapida "
Il Monte-Carlo Bay Hotel e il grattacielo del Roccabella in un crepuscolo fiabesco
Monaco: antiche case, i portici, e la fontana di Place d’Armes, illuminati nella notte
Visione notturna dei giardini e della Piazza del Casinò di Montecarlo
Square Beaumarchais con una singolare palma da datteri a più teste e l’Hôtel Hermitage di Montecarlo
Montecarlo: il centro commerciale del Métropole
Montecarlo: incantesimo notturno del Grimaldi Forum
Inno Monegasco suonato dalla Fanfara dei Carabinieri del Principe
Segue la prima della Turandot, di Giacomo Puccini, in occasione della Festa Nazionale Monegasca
Les Ballets de Monte-Carlo - Rappresentazione al Grimaldi Forum di " Les Noces " con la coreografia di Jiri Kylian
Montecarlo: il Teatro Princesse Grace e il Centro d’Incontri Internazionali
L’interno del Teatro Princesse Grace in occasione del Monte-Carlo Magic Stars
Monte-Carlo Magic Stars: il grande illusionista tedesco Julius Frack in uno spettacolare esercizio di levitazione
L’emozione di un veliero nel magico scenario notturno di Porto Ercole
Concorso internazionale di Fuochi d’artificio di Montecarlo
Il Palazzo Principesco e la città scintillante nella ricorrenza della Festa Nazionale Monegasca
La multicolore fiera della Condamine in occasione della Festa Nazionale Monegasca
Monaco-Ville : magica visione natalizia del Palazzo Principesco
La sede di Photomazza a Montecarlo



























































































































































































































































































